Nastro adesivo (isolante)
Classico nastro in rotolo, con una superficie adesiva, che serve per svariati impieghi. Solitamente viene utilizzato nei lavori elettrici per isolare e fermare cavi e conduttori. Quando viene usato per questo scopo è necessario acquistare un nastro che abbia caratteristiche specifiche per l’impiego di isolamento (chiedere al fornitore).
Se il nastro viene utilizzato per isolamento è importante dare “più giri” in modo da assicurarsi che il conduttore non possa perforare il nastro e non vi possa essere alcuna infiltrazione di umidità attraverso di esso, anche in condizioni di sollecitazione meccanica. Il nastro adesivo da lungo tempo applicato “incrudisce” e spesso non può essere srotolato ma deve essere tagliato per il lungo ed eliminato. In commercio esistono nastri adesivi di diversa larghezza, lunghezza e spessore. Sono anche disponibili in diversi colori.
• Il nastro non deve mai essere strappato con le mani perché si deforma e la parte terminale non aderisce più bene al supporto: deve essere sempre tagliato con le forbici, possibilmente in diagonale in modo da poterlo eventualmente togliere con una certa facilità.
Nastro
Esistono in commercio diversi tipi di nastro di varia larghezza, spessore e colore. I loro compiti sono molteplici: tra i più usati vi sono i nastri per fasciatura di tubi interrati: il tubo viene strettamente fasciato più volte dal nastro in modo da difenderlo dall’abrasione della terra o della sabbia e per rallentare l’azione ossidante sulla superficie metallica.
Altri nastri variamente colorati e a bande servono per delimitare zone di lavoro, in particolare scavi o buche.
• Quando si eseguono lavori in prossimità dell’abitazione che interessano o che sono in vicinanza di luoghi pubblici, è obbligatorio segnalarli e delimitarne le zone con nastri colorati e altri elementi luminosi.
Nebbia (effetto)
è la presenza di particelle di vernice che, essiccando durante il percorso dall’ugello alla superficie da verniciare, si depositano sulla stessa già parzialmente solidificate e danno origine ad una finitura ruvida, per forza di cose poco brillante. Il fenomeno, tipico delle pistole che funzionano ad aria compressa, viene contrastato efficacemente aggiungendo al solvente dei particolari additivi, detti “rallentanti”: ecco perché, sulle confezioni di diluente alla nitro, troviamo la dicitura “antinebbia”. Se il film di vernice depositato sul supporto rimane liquido per un tempo lungo, i minuscoli granelli di vernice indurita vengono assorbiti e scompaiono senza lasciare traccia.
Nebulizzatore
Apparecchio dotato di serbatoio e pompetta manuale per mezzo del quale si spruzzano sostanze diverse nebulizzandole attraverso l’ugello. Il nebulizzatore si impiega in modo specifico per irrorare piante con antiparassitari o altre sostanze nutritive, ma è anche utile per spruzzare solventi, detergenti e altri liquidi su vetri, mobili, carrozzerie, ecc. Se la sostanza da nebulizzare è densa o rischia di indurirsi è conveniente, dopo l’uso, vuotarla in un recipiente adatto e lavare accuratamente il nebulizzatore.
• Quando si usa un nebulizzatore ripetutamente con sostanze diverse è molto importante procedere a un lavaggio accurato aspirando più volte, attraverso il tubetto pescante, acqua o altro liquido detergente in modo da non spruzzare liquidi dannosi su materiali o su piante.
Neoprene
Particolare gomma sintetica dagli svariati impieghi. Viene venduta in rotoli e fogli di vario spessore ed è molto morbida e adattabile a diverse forme.
Utile in imbottiture e per realizzare tappeti isolanti e fonoassorbenti e per costituire cuscinetti ammortizzanti tra parti in movimento. Il neoprene è anche una base che, disciolta con particolari solventi, costituisce colle a contatto molto efficaci.
Nettapunte (mattonella)
Piccola mattonella, in sale ammonico, delle dimensioni di una saponetta. Serve per pulire le punte e le mazzette di saldatori elettrici. La punta viene passata più volte sulla mattonella nettapunte e, in tal modo, si disossida e si prepara ad accogliere lo stagno fuso.
Neutro
Dei tre conduttori che pervengono a una presa, oltre a quello di “fase” e al quello di “terra” esiste un terzo conduttore che assume tale termine. In questo conduttore non è presente una “tensione”, cioè una differenza di potenziale tra esso e la terra. Negli impianti civili il conduttore di neutro deve sempre essere costituito da un cavo rivestito con guaina blu per distinguerlo dagli altri.
Nichelcromo
Lega a base di nichel e cromo usata nella realizzazione di utensili (chiavi, pinze, ecc.) che presenta una grande resistenza meccanica ed è insensibile alla corrosione.
Nitro
Termine generico che indica prodotto verniciante la cui soluzione è una resina a base di derivati della cellulosa (nitrocellulosa o più semplicemente “alla nitro”). Le pitture alla nitro hanno in comune la proprietà di asciugare molto rapidamente e quindi di ridurre il rischio di colature. Sono facilmente applicabili con pistola a spruzzo e bombolette spray. Diluite nella giusta proporzione, hanno un buon potere coprente.
Nodo (del legno)
È la traccia, visibile su una tavola o su un listello, di un ramo che si dipartiva dal tronco principale da cui è ricavato l’elemento in legno. I nodi sono piccole aree in cui le fibre non seguono il percorso normale ma sono poste in senso perpendicolare. I nodi possono essere distinti in “vivi” e “morti”.
Il nodo vivo deriva da un ramo che, al momento del taglio dell’albero, era ancora vegeto. Esso risulta quasi del medesimo colore del resto del legno e durante l’essiccazione si ritira come la parte circostante, restando ben aderente.
Il nodo morto, invece, apparteneva a un ramo che, al momento del taglio, era già secco. Esso presenta un colore molto più scuro della rimanente superficie e si contrae in maniera diversa dalle fibre del legno circostante. Per questo motivo spesso si muove e può fuoriuscire, lasciando un foro.
• Per ovviare a questo inconveniente si esegue un foro più grande del nodo stesso e si inserisce al suo posto un cilindretto dello stesso legno, precedentemente tagliato nella giusta dimensione. Il nuovo cilindretto viene incollato nella sede rispettando, nei limiti del possibile, il senso della vena .
Oggi si tende ad utilizzare legname già selezionato e privo di difetti ma, un tempo, erano facilmente reperibili apposite coppie di utensili già calibrati per asportare il nodo e per ricavare il “tappo” dei giusto diametro.
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