Lacca
Sostanza vegetale particolarmente trattata che viene utilizzata per sintetizzare vernici trasparenti. Viene venduta in polvere o allo stato semiliquido e viene diluita per l’impiego con olio o acqua.
Laccatura
Applicazione di più mani di una vernice a base di lacca. Sono famosissime le laccature di origine orientale in cui un mobile veniva trattato con decine di mani molto sottili di lacca, nell’arco di mesi o addirittura di anni.
Si otteneva in tal modo una superficie vetrosa che lasciava trasparire perfettamente il disegno e le fiammature del legno sottostante. Oggi la laccatura viene eseguita secondo questo sistema (ovviamente semplificato) soltanto da artigiani specializzati mentre è praticamente impossibile ottenere risultati di questo genere con lavorazioni casalinghe.
• Al posto della laccatura si possono eseguire delle verniciature ripetute con vernici sintetiche praticando, tra una passata e l’altra, una accurata carteggiatura con un abrasivo molto fine.
Lama a disco
Lama per sega a forma circolare, messa in rotazione da un motore (di solito elettrico). Vi sono lame di diametro, spessore e robustezza differenti per tagliare legni di vario spessore e durezza. La forma dei denti (ad angolo, a becco di civetta, con placchette riportate, ecc.) consente di ottenere tagli più o meno rapidi e netti su materiali vari. Per il legno esistono numerose versioni, per tagli lungo o a traverso della vena.
Laminato
Foglio di resina melamminica utilizzato per rivestire pannelli di scarso pregio estetico come il truciolare, con una resistenza all’abrasione variabile a seconda del pregio e del tipo di lavorazione (HPL, cioè ad alta pressione, per i tipi più robusti, CPL per gli altri).
Oggi il costoso procedimento è quasi sempre sostituito dall’applicazione di speciali carte da 120 grammi al mq, su cui si deposita poi la resina. Nel linguaggio comune con laminato o bilaminato si identificano i pannelli di truciolare rivestiti col sistema sopra descritto.
È possibile, ma non conveniente, procedere ad una laminatura “casalinga” applicando sul foglio da rivestire e sulla faccia inferiore del laminato della colla a contatto; quindi si applica il laminato sul pannello e lo si preme fortemente.
Bisogna fare particolare attenzione durante questa operazione in quanto la colla a contatto non permette riposizionamenti per cui, quando il laminato viene appoggiato, deve trovarsi nella esatta posizione in cui deve essere fissato: meglio quindi prevedere un rivestimento leggermente più grande del necessario e rifilare dopo l’eccedenza.
Lana di vetro
Materiale morbido e spugnoso, fornito in sacchi o in rotoli, dotato di bassissima conducibilità termica. Viene largamente impiegato nella realizzazione di pannelli in cui la lana viene incollata ad un supporto (ad esempio cartongesso) o interposta tra due strati rigidi. La lana viene anche usata come riempimento di cavità e intercapedini di volume irregolare.
Laterizio
Prodotto ottenuto mediante formatura, essiccamento e cottura delle argille. Tra i laterizi principali vi sono: i mattoni, di varia forma e dimensione, le tegole, anch’esse di varia forma, e numerosi altri elementi usati in edilizia. Un buon mattone non deve screpolarsi al fuoco e deve resistere a lungo all’azione degli agenti atmosferici e dell’acqua di mare. I laterizi per la copertura di tetti devono presentare un buona impermeabilità all’acqua, un’ottima resistenza all’azione degli agenti atmosferici e una buona resistenza meccanica.
Le stesse caratteristiche sono richieste ai laterizi per pavimentazione.
In generale i laterizi possono essere tagliati per mezzo della smerigliatrice angolare dotata del disco da taglio per pietra.
• Paramano: mattone pieno o forato di varie dimensioni e fogge con alcune facce lavorate “a vista” in modo da costituire un insieme esteticamente valido per la realizzazione di muri, rivestimenti, ecc. Le finiture superficiali dei mattoni paramano possono essere di diverso genere: zigrinature, bucciature, rigature orizzontali o verticali, ecc.
La composizione di diversi tipi di mattoni paramano permette di realizzare assemblaggi particolarmente interessanti ed esteticamente validi.
Da un punto di vista costruttivo il mattone paramano viene posato esattamente come un mattone normale ma, essendo un mattone che deve rimanere visibile, è necessario curare con particolare attenzione le commessure, realizzando giunti uniformi per larghezza e spessore.
• Refrattario: i mattoni refrattari sono particolari tipi di laterizi che resistono senza fondere e senza deformarsi a temperature superiori ai 1500°C. Realizzati con argilla refrattaria a basso tenore di calcio e di ferro, vengono impiegati per rivestire internamente forni di cottura e per realizzare barbecue o altre strutture in cui siano presenti il fuoco o le braci.
Latta
Lamiera di ferro sottile rivestita, per immersione, con una patina di stagno. Sono fatti in latta moltissimi oggetti quali barattoli e contenitori diversi.
Facile da tagliare, sagomare e saldare, può essere utilizzata in diverse situazioni e in vari assemblaggi meccanici. Utile per formare carter di protezione grazie alla sua facile curvabilità. Durante la lavorazione della latta è necessario fare attenzione ai bordi, che risultano spesso taglienti.
Legno
I legni si possono suddividere in due grandi gruppi: i legni dolci e i legni duri.
I legni dolci sono quelli di minor peso specifico ma non sempre sono i più teneri da lavorare. Tra i legni dolci più comuni vi sono il pioppo, l’abete, il pino, il larice, il cedro e altri. Il legno dolce serve principalmente per le strutture portanti di mobili come telai e rinforzi interni oppure per costituire travature, legni da ponteggi e per altri servizi da carpenteria. Si definiscono invece legni duri le essenze più pregiate, che hanno un aspetto compatto ed elegante. Sono meglio levigabili e rifinibili e vengono utilizzati per la realizzazione di mobili anche di pregio. Tra i legni duri più noti vi sono il noce, il mogano, il frassino, la quercia, il faggio e il tek. Ecco alcuni tra i principali tipi di legno:
• Abete: è il legno più diffuso in falegnameria e nell’arredamento di interni. Abbastanza resinoso, si trova in due tipi diversi: l’abete bianco e quello rosso.
Il primo è meno pregiato, presenta abbondanti nodi e ha una venatura non molto evidente. Si usa per telai, legname strutturale per interni, perlinature, ecc. Il secondo, più giallo e compatto, si lascia lavorare meglio, senza la formazione di schegge ed è usato nell’industria del mobile.
• Acacia: legno molto robusto, compatto e di fibra dura. Resiste molto bene all’umidità per cui è adatto all’impiego nella realizzazione di strutture portanti esterne (tettoie, palizzate (ecc). Il suo bel colore e la evidente venatura vengono esaltati dalla lisciatura (che riceve molto bene) e dalla successiva lucidatura.
• Acero: legno di buona compattezza, molto chiaro, con venature rosate.
Poco resistente all’umidità ed agli agenti esterni, non è adatto a costituire strutture esterne. È impiegato per realizzare piallacci ed intarsi in ebanisteria.
• Balsa: legno di eccezionale leggerezza, è ideale per la costruzione di modellini d’aereo o di navi. La superficie è spugnosa per cui non è facile il taglio con la sega (si utilizza una lama affilata) mentre la pittura viene ostacolata dalla sua alta assorbenza. Flessibile e fragile, non si deforma facilmente.
• Betulla: bianco con venature sottili tendenti al rossiccio, è il più duro tra le essenze dolci; non resiste all’aperto ed è usato soprattutto per realizzare compensati di ottima qualità.
• Bosso: legno con fibra dritta e regolare, è molto robusto e resistente ( è il più duro tra le essenze nostrane) ed è indicato per tornitura ed ebanisteria. Col bosso si realizzano i manici di attrezzi e le teste dei mazzuoli per scultura.
• Castagno: essendo una delle essenze più diffuse in Europa viene usato in molte applicazioni. Grazie all’elevato contenuto di tannino resiste in modo eccezionale all’imputridimento per cui è adatto ad essere collocato all’esterno. Ottimo come elemento strutturale per costruzioni esposte alle intemperie.
• Douglas: legno resinoso e resistente agli agenti esterni. Quando è lavorato e lucidato ha un bel colore rosato. Buono per la realizzazione di paniforti listellari. Il legno tende a “muoversi” se non è essiccato alla perfezione.
• Ebano: legno molto pregiato di colore scuro, tendente al nero. Compatto e molto pesante (non galleggia nell’acqua) viene utilizzato in ebanisteria nella realizzazione di oggetti raffinati, in parti di mobili di classe e di strumenti musicali.
• Faggio: legno molto compatto e flessibile, resiste bene agli urti. Quando è lisciato ha un bel colore marroncino chiaro con marezzature scure. Ottimamente lavorabile e tornibile è adatto per la realizzazione piatti, ciotole, utensili da cucina. Si impiega anche per la costruzione di sedie e per la scultura e l’intaglio.
• Frassino: estremamente flessibile, si spacca molto difficilmente. Grazie a questa sua proprietà viene utilizzato per realizzare oggetti curvi e variamente sagomati e parti di mobili con tali caratteristiche.
• Larice: rossastro o giallognolo, ha una fibra abbastanza elastica, risulta resistente al tarlo e all’umidità. Viene impiegato per realizzare mobili e infissi interni o esterni ed è ottimo per rivestimenti e perlinature.
• Mogano: legno piuttosto duro ma di media robustezza. Di colore rosso scuro, ha venature molto fini e strette. Si lavora bene e lo si utilizza variamente: dalla impiallacciatura alla pannellatura, ma anche per la costruzione di mobili e per intaglio e scolpitura.
• Noce: è tra i più pregiati legni europei. Di durezza media, presenta un bel colore marroncino con eleganti venature, esaltate dalla levigatura e dalla finitura superficiale. Ottima la sua resistenza alle spaccature e alle flessioni. Ideale per la costruzione di mobili pregiati e di qualità, è anche ottimo in torneria, nell’intaglio e nella scultura. Viene anche utilizzato per la realizzazione di piallacci. La stagionatura è lenta ma essenziale per ottenere un risultato di ottimo livello.
• Olivo: è un legno molto pregiato in ebanisteria grazie alla sua straordinaria venatura e fiammatura. L’albero di olivo non è molto alto ed è spesso ritorto per cui non si riescono ad ottenere tavole lunghe e larghe. Per questo motivo l’olivo, che è duro e compatto, è particolarmente adatto alla realizzazione di oggetti, è valido in torneria ed eccellente nei lavori di intarsio mentre i mobili risultano estremamente costosi. Indicato per la realizzazione di parquet.
• Olmo: legno particolarmente duro e di buona qualità. La sua principale caratteristica è quella di resistere ottimamente all’umidità per cui è ideale per l’impiego nella realizzazione di strutture destinate a rimanere all’aperto. Il colore è marroncino pallido con belle venature rossastre.
• Palissandro: legno durissimo e molto pregiato. Il suo impiego è quasi esclusivamente in ebanisteria di ottimo livello. Ha un particolare colore rosa che tende al viola ed è specificatamente adatto ai lavori di intarsio.
• Pino: legno utilizzato in diversi modi grazie alle numerosissime specie presenti in commercio. Il legno è abbastanza tenero ma sufficientemente resinoso per cui resiste abbastanza bene all’umidità. Utilizzato in falegnameria d’esterni ed interni, per la realizzazione di intelaiature di mobili e per la costruzione di mobili stessi, in preferenza di carattere rustico. Sono molto usati i rivestimenti e le perline di vari tipi. Un legno simile al Pino, proveniente dall’America del Nord, è il Pitch-pine. Gli impieghi sono simili, però è più usato nella realizzazione di serramenti, dato che la fibra è un poco più compatta.
• Platano: legno abbastanza duro e flessibile, ma non particolarmente resistente all’umidità ed ai parassiti. Per questo motivo viene utilizzato specialmente per impiallacciature ed intarsio. Valido in torneria e per l’intaglio.
• Quercia: sotto questo nome vi sono diversi tipi di essenze. Quella italiana più diffusa è il rovere. Tra le querce più utilizzate vi è quella rossa, americana, dotata di buona resistenza ed adatta alla costruzione di mobili, per falegnameria varia per interni, impiallacciature e pavimentazioni.
• Ramino: legno esotico duro e compatto simile al faggio. Adatto per la realizzazione di aste, manici, modanature, profilati e tondini. Lisciabile e ben verniciabile e trattabile è ottimo anche per la tornitura.
Anche se è possibile utilizzarlo in falegnameria d’interni, non viene molto utilizzato, essendogli preferite essenze meno costose.
• Rovere: è un tipo di quercia, molto diffuso e utilizzato. Il legno ha fibre diritte ed è povero di nodi. Duro e compatto è anche abbastanza flessibile. Trova impieghi nella realizzazione di mobili di una certa qualità. Molto usato nella realizzazione di parquet e pavimentazioni a listoni.
• Tasso: è il legno dolce tra i più duri che esistano. Ha una notevole resistenza agli agenti esterni ed all’umidità. Si usa per realizzare impiallacciature, per la costruzione di utensili di legno, per la scultura e per tornitura.
• Teck: legno esotico molto duro e resistente, particolarmente all’umidità data la speciale untuosità della sua fibra. Ben lavorabile e lisciabile è adatto per la realizzazione di infissi e mobili di pregio. Sono molto valide le pavimentazioni realizzate con questa essenza. Data la sua untuosità non è facile da pitturare.
Levigatrice
Elettroutensile per la carteggiatura, spianatura e lisciatura del legno: può essere portatile o da banco.
• Orbitale: elettroutensile integrale portatile dotato di una suola rettangolare o quadrata sulla quale si applica un foglio di carta abrasiva. La suola viene fatta vibrare rapidamente dal motore descrivendo piccole orbite. Con questo movimento si ottiene una delicata ma potente azione levigatrice sul legno.
• A nastro: nella versione portatile è detto anche “carro armato”, in quanto è costituito da un motore che fa ruotare un anello di nastro abrasivo che scorre su due rulli (come i cingoli di un carro armato).
Portando a contatto del legno l’abrasivo si ottiene l’azione levigatrice. Nella versione da banco presenta un nastro levigante molto esteso e rivolto con la parte abrasiva verso l’alto.
• Lima elettrica: elettroutensile integrale costituito da un motore che aziona un nastro abrasivo stretto e lungo che corre su una barra che funge da guida. Questo nastro di tela smeriglio, molto resistente, è in grado di realizzare limature e smerigliature molto rapide e potenti su metallo e anche su legno. La larghezza del nastro è molto contenuta per cui è possibile lavorare in zone ristrette.
• Rotoorbitale: elettroutensile portatile che aziona un platorello rotondo dotato di tela o carta abrasiva. Il platorello, oltre a ruotare, compie anche delle piccole orbite per cui i due movimenti composti consentono al platorello stesso di eseguire una efficace ma delicatissima azione abrasiva che non lascia tracce visibili. Il platorello è forato per l’aspirazione del polverino.
La levigatrice rotoorbitale è efficace su legno, metallo ed altri materiali ma deve essere dotata, per ogni lavoro, del giusto abrasivo.
• A “delta”: variante della levigatrice orbitale, permette di eseguire levigature negli angoli e in posti difficili, grazie alla suola triangolare.
Levigatura
Trattamento di finitura superficiale da effettuare su vari materiali per rendere lisce e regolari le superfici. Su legno la levigatura si effettua con carta vetrata di varia grana (dalla più grossolana alla più fine) fino a ottenere una superficie perfettamente liscia. Anche la paglietta d’acciaio permette di ottenere un’ottima finitura superficiale. Gli abrasivi possono essere azionati a mano libera oppure con elettroutensili portatili o da banco. Su metallo la levigatura si ottiene per mezzo di tele smerigliate al carborundum di varie gradazioni. Le carte smerigliate per carrozzeria si impiegano a mano bagnandole.
Lima
Barra d’acciaio temperato di varia sezione e forma la cui superficie è dotata di una dentatura fitta e affilata. A una estremità la lima è dotata di una impugnatura in legno o in plastica. La lima serve per asportare metallo con passate successive, tramite l’azione abrasiva dei denti. Esistono lime molto diverse in relazione alla finezza dei denti e all’inclinazione dei denti stessi.
Vi sono lime a denti semplici e a denti incrociati in modo da formare una grande serie di piccoli rombi rilevati (lime per taglio grosso, taglio medio o “bastardo”, taglio mezzo fine, taglio fine ed extrafine). Vi è anche una lima con dentatura curva. Vi sono lime per ferro, per legno (chiamate raspe) e per leghe leggere: queste ultime asportano materiale ma non si “impastano” come succederebbe invece utilizzando una normale lima da ferro.
L’azione di limatura deve essere dolce e regolare con una pressione che viene esercitata solamente durante la corsa in avanti: il colpo di lima deve essere deciso e dopo aver terminato una passata completa se ne compie un’altra angolandola di 90 gradi rispetto alla precedente. Per pulire una lima dai residui di limatura rimasti fra i denti si impiegano apposite spazzole con fili metallici molto corti.
• Lime-raspe: serie di utensili manuali di varia foggia costituiti da una lama dotata di dentature affilatissime e leggermente rilevate, abbastanza simili ad una grattugia da cucina, che servono per asportare rapidamente il legno. Queste lame sono dotate di impugnatura e vengono passate sul legno come una raspa. L’asportazione del legno è rapida ed efficace grazie alla creazione di molti trucioletti formati da ognuno dei denti. Esistono lime-raspe piatte, larghe, concave leggermente incurvate per lavorare e sagomare il legno in ogni situazione.
Listello
Elemento in legno di sezione quadrata, rettangolare o variamente sagomata, di lunghezza variabile (da 1 a 4 metri). I listelli possono servire a diversi scopi: grezzi, per realizzare intelaiature, rinforzi, elementi di raccordo tra travi, ecc.; piallati, per la costruzione di mobili e strutture diverse.
Listoni per pavimentazione
Elementi di copertura per pavimento costituiti da tavolette ad incastro. La pavimentazione a listoni è facile da realizzare: si esegue collocando una intelaiatura di listelli sul pavimento, fissandoli con tasselli a espansione. Sui listelli vengono inchiodati i listoni, generalmente lungo lo sviluppo maggiore della stanza. I listoni vengono incastrati l’uno all’altro per mezzo del dente e della scanalatura presenti lungo i bordi. Quando la pavimentazione è completata i listoni vanno trattati con particolari vernici vetrificanti che ne proteggono la superficie. Lungo il bordo si applica un battiscopa che ha la doppia funzione di proteggere la parte inferiore del muro e di nascondere la fessura che rimane tra listone e parete. Esistono anche listoni prefiniti, di modesto spessore, che si incollano gli uni agli altri ma che si possono semplicemente appoggiare al pavimento esistente, meglio se rivestito con l’apposito foglio di polietilene che protegge dall’umidità e pareggia le imperfezioni.
Livella
Detta anche semplicemente “bolla”, è uno strumento di controllo dell’orizzontalità di un corpo. È costituita da un’asta metallica al cui centro è inserita una piccola ampolla cilindrica in cui è inserita un liquido.
La piccola bolla che rimane visibile indica se la livella è in orizzontale o ha un’inclinazione. In generale le bolle presentano anche un’altra piccola ampolla, posta a 90 gradi rispetto alla prima, in modo da poter controllare l’esatta verticalità di una parete o di un’altra struttura.
• Le livelle possono avere, a seconda della destinazione, diversi gradi di precisione e, da qualche tempo, si stanno diffondendo le livelle Laser, che proiettano un fascio di luce.
Lubrificare
Applicazione di materiali lubrificanti tra parti in mutuo movimento, in modo da ridurre al minimo gli attriti che si vengono a formare. Tra i lubrificanti più usati vi sono gli oli e i grassi. Mentre i primi sono di più facile applicazione i secondi presentano il vantaggio di rimanere più a lungo nel punto in cui vengono applicati. Il grasso si acquista in barattoli (per applicazione a pennello) e in tubetti, oppure in pratiche confezioni spray. Quando si lubrifica un meccanismo con il grasso bisogna sempre pulirlo preventivamente ed evitare che sia bagnato per impedire la formazione di “morchie”.
• La lubrificazione di parti in movimento può essere effettuata anche con altri materiali: grafite, saponi solidi (su cerniere, guide per cassetti e ante di mobili) o addirittura con miscele di acqua e gasolio che presentano, tra l’altro, la capacità di raffreddare rapidamente le parti a contatto. Nei contatti di materiali vari col vetro va bene il talco.
Lucidatura
Trattamento di finitura superficiale che consiste nell’applicare e strofinare sostanze diverse secondo il materiale da lavorare. Sul legno la lucidatura classica si effettua a cera, mentre sono molto diffusi vari prodotti liquidi e spray che permettono di ottenere ottimi risultati. La lucidatura si esegue con un panno morbido e pulito senza premere con forza.
• Sulle parti metalliche la lucidatura può essere eseguita con Polish, pasta abrasiva o cere speciali applicate a tampone e “tirate” con il platorello da trapano dotato di cuffia in lana.
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