A B C D E F G I L M
N O P Q R S T V W-Z  

Cacciachiodi
Punzone d’acciaio con un’estremità molto sottile e, spesso, leggermente concava: serve per spingere in profondità e nascondere alla vista la testa dei chiodi. La piccola impronta che resta nel legno viene colmata con stucco, pasta di legno o cera a seconda del tipo di finitura che si intende realizzare.

Cacciavite
Utensile manuale dotato di gambo metallico ed impugnatura, che serve per avvitare e svitare le viti. La punta del cacciavite può essere diritta (la versione tradizionale) o presentare una forma corrispondente alle diverse impronte che si usano al giorno d’oggi: a croce Phillips (in sigla PH), a croce Pozidrive (PZ o PZD), Torx, brugola, ecc.
Esistono vari modelli di cacciavite:
• normale: da 100 a 350 mm di lunghezza, con diametro del gambo progressivamente crescente;
• nano: per lavorare in spazi ristretti;
• con gambo esagonale: per essere utilizzati in combinazione con una chiave fissa, poligonale od a rullino ed esercitare una notevole forza;
• a cricchetto: per poter avvitare e svitare senza staccare la mano dal cacciavite: il manico può ruotare all’indietro per un ulteriore avanzamento;
• flessibile: con gambo pieghevole per posti difficili;
• automatico: dotato di un gambo con incisione a doppia spirale. Il gambo ruota quando l’impugnatura viene spinta verso la punta;
• multiplo: dotato di impugnatura cava in cui sono alloggiate punte diverse, che sono intercambiabili.

Calce
Legante che, miscelato a sabbia e spesso al cemento, viene comunemente utilizzato per preparare la malta per intonaci e murature. Disponibile in sacchi da 25 e 50 Kg, si distingue nelle versioni più diffuse in “eminentemente idraulica”, di colore grigio, ed “adesiva” (bianca, in sacchi da 30 Kg).

Calibro
Strumento di misura di buona precisione, in acciaio inossidabile, dotato di una parte fissa e di una scorrevole che si utilizza per determinare, rapidamente, il diametro (esterno e interno) di tubi e tondini, la dimensioni e le profondità di cavità e per rilevare spessori in genere.
Vi sono vari tipi di calibro, da quelli con lettura “a nonio” (che apprezza 1/20 di mm) a quelli con quadrante e lettura a lancetta o di tipo digitale (entrambi ancora più precisi). Possono essere considerati calibri anche le sottili lamelle di spessore ben definito che si usano ad esempio per registrare il gioco delle valvole nei motori: lamelle di diverse misure, imperniate ad una impugnatura, formano uno strumento chiamato comunemente spessimetro. In campo industriale si usano a volte calibri tanto semplici quanto particolari per misurare, col sistema del “passa o non passa”, il diametro di perni o di fori: nel primo caso si tratta di lastrine rettificate e forate, nel secondo di cilindretti di acciaio.

Cambretta
Speciale chiodo fatto a forma di U con due punte. Si conficca poggiando le punte sul legno e battendo col martello sulla parte curva. L’impiego principale della cambretta è il bloccaggio di reti e di cavi a pali in legno per tenere in posizione una rete metallica.

Canalina
Termine gergale che si riferisce ai tubi in materia plastica o agli appositi profilati che servono per inguainare cavi elettrici per realizzare impianti “a vista” non incassati nelle pareti. In commercio si trovano diversi tipi di canaline dai semplici elementi tubolari, dotati di curve e giunti diversi, a quelli di sezione rettangolare con coperchio asportabile e sezionamento interno per la collocazione di vari conduttori. Ogni sistema di canaline prevede una linea di cassette di derivazione ed altri comandi elettrici da montare esternamente al muro. Le canaline tonde vengono fissate al muro per mezzo di particolari graffette fissate alla parete mentre quelle con coperchio vengono direttamente bloccate con viti e tasselli.

Cannello
È l’attrezzo da montare sui tubi di ossigeno ed acetilene per formare la fiamma che serve per scaldare, saldare, fondere. Il cannello è costituito da un tubo lungo e ricurvo che termina con un puntale intercambiabile. Dietro all’impugnatura vi sono i due attacchi per i tubi e i due rubinetti di chiusura e regolazione.
All’interno del cannello i gas si mescolano e formano la miscela adatta per alimentare, quando vengono accesi, una fiamma estremamente calorifica. Per la saldatura di pezzi di varia dimensione si usano cannelli con potenza di erogazione diversa, dai “micro” con punta ad ago a quelli più grossi per carpenteria metallica. Il cannello, in una versione speciale, serve anche per tagliare il metallo.

Capocorda
Fascetta metallica che ingloba l’estremità della trecciola che costituisce il conduttore di un cavo elettrico e ne permette un facile e sicuro collegamento ad un altro elemento anch’esso sagomato opportunamente.

Cappellotto
Connettore a morsetto per cavi elettrici costituito da una parte metallica cilindrica con una cavità interna in cui si inseriscono i conduttori da collegare mentre una vite, che penetra lateralmente, li preme bloccandoli. Su questo morsetto viene applicato un cappuccio di plastica che impedisce il contatto diretto con i conduttori. Si usano frequentemente per realizzare collegamenti all’interno di cassette di derivazione e scatole di distribuzione.

Carboncini
Contatti striscianti, pressati da molle, che servono per alimentare il rotore in molti motori elettrici che azionano diversi apparecchi. I carboncini sono sottoposti ad usura per cui è necessario sostituirli periodicamente. Gli apparecchi che hanno questi contatti presentano anche delle aperture d’accesso chiuse da coperchi a vite o a pressione, attraverso le quali si può procedere alla sostituzione. Bisogna utilizzare carboncini uguali a quelli da eliminare.

Carborundum
Composto di silicio (carburo di silicio) che, data la sua estrema durezza, viene utilizzato quale abrasivo. Prodotto in schegge minute viene impastato per realizzare pietre, mole ed altri utensili per levigare anche il vetro.
Applicato, in polvere, per mezzo di colle epossidiche, su lame per sega, punte da trapano ed altri utensili da taglio, consente di tagliare materiali durissimi, vetro compreso. Infine serve anche per la realizzazione di tele e carte smeriglio di notevole potere abrasivo.

Cardine
Elemento della cerniera di rotazione di una porta o di una finestra, applicato all’infisso. Il cardine presenta un perno verticale sui cui viene inserita la parte femmina che è fissata al battente o all’anta. Vi sono vari tipi di cerniere a cardine, da quelle con alette forate da fissare al legno con viti a quelle con vitone centrale che si fissa con un foro (tipo anuba).
• Per togliere una porta dai cardini bisogna aprirla completamente e sollevarla, magari aiutandosi con una corda o una cinghia fatta passare da sotto. Se i cardini cigolano li si lubrifica con un poco di grasso.

Carrello mortasa
Parte di una macchina “combinata” per la lavorazione del legno. È un sistema meccanico costituito da un piano mobile che può scorrere, per mezzo di due leve, in senso longitudinale ed in senso trasversale davanti ad un mandrino. Sul piano viene collocato il pezzo di legno su cui si deve realizzare la mortasa, mentre nel mandrino si inserisce la punta adatta. Azionando opportunamente le leve, si porta il legno a contatto con la punta in rotazione e si fa scorrere il carrello, scavando la mortasa.

Carrello sega
Parte di una macchina combinata per la lavorazione del legno. È un carrello collocato su particolari guide che può scorrere parallelamente alla lama della sega circolare. Serve per poggiarvi sopra tavole ed assi in modo da realizzare facili “intestature”. Il carrello, infatti, permette di far correre il pezzo contro la lama bloccandolo con un morsetto (pressore).

Cartapesta
Carta bagnata e trattata con colla che, quando asciuga ed indurisce, mantiene la forma secondo cui è stata modellata. Con la cartapesta si possono realizzare maschere e pupazzi ma anche composizioni artistiche. Il sistema tradizionale consiste nel costruire una armatura di legno o di rete metallica di forma grossolanamente simile a quella che si intende ottenere. Si usa carta da giornale, bagnata con acqua, che viene applicata in strati successivi e modellata con le mani spalmando, tra una mano e l’altra, della colla vinilica. La composizione si lascia asciugare e si pittura con colori vivaci.
Un altro sistema di lavorazione, più adatto ad oggetti di piccole dimensioni, prevede di far macerare la carta per alcuni giorni: a questo punto si prepara l’impasto aggiungendo colla da parati e lavorando la massa con le mani.
Si può evitare il periodo di macerazione immergendo i ritagli di giornale nell’acqua contenuta in un secchio e frullando con un’elica (una lastrina forata al centro, una barra filettata e due dadi come perno) azionata dal trapano.

Carteggiatura
Azione di levigatura, su vari materiali, eseguita con carta vetrata che può essere impugnata con le mani dopo averla ripiegata, oppure montata su un tampone. In generale la carteggiatura è una fase di spianatura che precede la levigatura e la lisciatura, per cui si effettua con cartavetro di grana piuttosto grossa.
• Un’energica azione la si ottiene anche con il platorello azionato dal trapano e con la levigatrice a nastro.

Carter
Riparo in lamiera o in plastica per cinghie, catene ed altri meccanismi di trasmissione presenti in macchine utensili.
• Quando si asporta un carter per accedere all’organo di trasmissione, per riparazioni o lubrificazioni, è norma tassativa rimontarlo in quanto un organo in movimento senza riparo costituisce un grave pericolo.

Cassaforma
Struttura di legno (detta anche “cassero”) destinata a ricevere e contenere, nella forma adeguata, una gettata di calcestruzzo. Serve per la realizzazione di muri, pilastri, cordoli e piani. La cassaforma si costruisce inchiodando delle tavole diritte e lisce, ben accostate tra loro, che costituiscono le pareti.
La cassaforma viene messa in posizione con le pareti perfettamente verticali (a meno che la gettata non preveda diversamente) e bloccata per mezzo di picchetti piantati al suolo e traverse inchiodate tra le pareti e i sostegni.
Il calcestruzzo è notevolmente pesante e potrebbe spostare o rovesciare le pareti se non sono ben bloccate.

Cassetta di derivazione
Scatola di materiale plastico che può essere incassata nel muro o esterna, entro la quale si esegue, per mezzo di cavi e di morsetti, un prelievo di tensione dalla linea principale per alimentare una presa o per altro servizio elettrico. Le cassette di derivazione sono disponibili in dimensioni e formati molto diversi per poter fornire collegamenti vari.
Entrambi i tipi (ad incasso o esterni) presentano sui fianchi delle zone a frattura “facilitata” che vengono aperte per farvi penetrare le canaline o le guaine in cui corrono i cavi. Le cassette di derivazione devono essere chiuse con un coperchio applicato con viti in modo che l’accesso all’interno, ove si trovano conduttori sotto tensione, non sia possibile per motivo accidentale.
Cassonetto
Detto anche “cassettone” è la struttura in legno e pannelli che chiude il vano in cui è collocato l’avvolgibile della tapparella. L’apertura del cassonetto può essere a ghigliottina, a ribaltamento oppure per avvitamento del pannello frontale. Il cassonetto deve essere tenuto sempre pulito in quanto in esso si accumulano polvere, foglie ed altri materiali che possono danneggiare l’avvolgibile ed i rulli.
• Essendo a contatto con l’aria esterna il cassonetto rappresenta anche una fonte di raffreddamento della stanza. Per questo motivo conviene coibentarlo applicando, sulle facce interne, dei pannelli di polistirolo o di poliuretano.

Catramina
Pittura nera, a base di catrame, dal forte potere sigillante ed impermeabilizzante. Applicata su legno lo difende per lungo tempo dalle aggressioni degli agenti esterni mentre su ferro protegge i sottostanti strati di antiruggine.
Base ideale per coperture sigillanti in guaina bitumata. Soffre le temperature elevate e non offre una superficie particolarmente dura.

Cavo coassiale
Cavo cilindrico costituito da un conduttore centrale (che può essere “monofilo”o in “trecciola”) inguainato in un isolante avvolto in un secondo conduttore a forma di reticella (calza). Il tutto è inserito in un una guaina isolante esterna. Il cavo coassiale ha la proprietà di condurre segnali elettrici, molto deboli e ad alta frequenza (come i segnali radio e TV) senza grosse perdite.
Si utilizza con particolari spinotti che vanno collegati ai due conduttori interni mantenendo la separazione elettrica.
• I cavi coassiali vengono usualmente indicati con il loro valore di “impedenza”. Valori tipici sono: 75 ohm (TV) e 52 ohm (radiotrasmissioni amatoriali.)

Cazzuola
Lama d’acciaio a forma triangolare con punta arrotondata, dotata di impugnatura distanziata dalla lama stessa. Serve per impastare malta e lavorarla ma è anche utile per prelevare sabbia, terra ed altro materiale.
• La cazzuola è reperibile in diverse dimensioni: per lavori medi va bene il tipo lungo 180 mm mentre quelle di dimensioni maggiori stancano presto il polso e sono difficili da maneggiare se non si è abituati.

Cementite
Pittura bianca opaca, molto coprente, che forma un rivestimento solido, ma facile da carteggiare. Per questo motivo si utilizza per riempire e pareggiare le piccole irregolarità di una superficie di legno (o di muratura) per prepararla ad una successiva pitturazione.
Quando la cementite (applicata a pennello o a spruzzo) è indurita si leviga accuratamente con carta smeriglio quindi si applica la pittura definitiva.

Cemento
Materiale legante a base di calcare ed argilla. Cotto e ridotto in polvere viene miscelato con acqua (puro o insieme a inerti) per formare impasti che, asciugandosi, induriscono fino ad assumere una consistenza pietrosa. Il cemento si acquista presso i rivenditori di materiale edilizio in sacchi da 25 o 50 kg oppure sciolto, a peso. Per gli usi normali si utilizza il cosiddetto “325“ (il numero indica la resistenza in kg/cmq dopo 28 giorni) ma esistono cementi ad alta resistenza (“425“,“525“). Il cemento va conservato all’asciutto altrimenti indurisce e deve preferibilmente essere usato entro alcune settimane in quanto l’umidità dell’aria lo deteriora.
Esistono anche il cemento bianco utilizzato per ritocchi e piccoli interventi e il cemento a presa rapida che, mescolato con acqua senza inerti, indurisce in pochi minuti. Si usa per murare elementi che non possono essere sostenuti a lungo in posizione e per lavori che richiedono un breve tempo di esecuzione. Si deve impastare una piccola quantità di cemento altrimenti non si riesce ad utilizzarla tutta prima che il cemento indurisca. Un sistema pratico consiste nell’utilizzare un pallone di gomma tagliato in due in cui si versano un paio di bicchieri d’acqua. Poi si rovescia il cemento a “fontanella” e si mescola con la cazzuola per rendere l’impasto morbido e lavorabile.
Quindi si applica senza perdere tempo: la parte di cemento che nel frattempo indurisce sul fondo viene facilmente rotta a pezzetti e gettata via schiacciando il pallone con le mani. Molto diffuso è anche il calcestruzzo, un impasto costituito da un legante idraulico (calce idraulica o cemento) ed un inerte (ghiaia, sabbia, pietrisco), mescolati con acqua. Il calcestruzzo serve per realizzare fondazioni, muri di contenimento, cordoli ed ogni altra struttura armata con ferro. L’impasto viene fatto con il badile se si tratta di piccole quantità o con la betoniera per quantità maggiori.
• Le proporzioni in cui i vari componenti vanno miscelati sono diverse a seconda del lavoro da effettuare ma, in generale, per lavori vari, può essere valida una proporzione di 50 kg di cemento, 0,15 mc di sabbia, 0,25 mc di pietrisco e 150 litri d’acqua.
Prima si procede alla miscelazione dei componenti asciutti, quindi si aggiunge a poco a poco l’acqua necessaria.
Dopo la gettata in cassaforma, il calcestruzzo deve essere mantenuto umido per tre giorni per evitare fessurazioni. L’indurimento definitivo si ottiene in circa un mese ma dopo due giorni si può già smantellare la cassaforma.

Cera
Esiste quella vergine d’api e quella vegetale estratta chimicamente da alcune piante. L’impiego principale della cera consiste nel proteggere i mobili dalla polvere e dall’umidità, conferendo ad essi un aspetto lucido che valorizza la vena del legno.
In commercio si trova una vasta gamma di cere già pronte per l’uso, con livelli di qualità (e di prezzo) abbastanza differenziati: si va dai prodotti indicati per la manutenzione dei mobili a quelli specifici per trattare il legno ancora da rifinire, ognuno con ben precise modalità di applicazione.
Possibile anche la preparazione del tradizionale encausto, che si ottiene facendo sciogliere a bagnomaria la cera ed aggiungendo durante la “cottura” l’eventuale mordente. Tolto dal fuoco il contenitore, si diluisce il tutto con essenza di trementina fino a raddoppiare il volume iniziale. Il prodotto così ottenuto si distribuisce sul legno e, una volta asciutto, si passa con una spazzola di saggina prima e con un panno morbido poi.

Cercafase
Strumento a forma di cacciavite che serve per individuare un conduttore sotto tensione alternata (cioè individuare la “fase”). Il cacciavite presenta una punta metallica ed un contatto posto all’estremità posteriore dell’impugnatura. Per individuare la fase si tocca il conduttore da esaminare tenendo il pollice sul contatto posteriore: se la fase è presente si accende una piccola lampadina all’interno del manico. La ricerca è molto utile quando si realizzano nuovi circuiti o derivazioni da circuiti esistenti in quanto le norme prescrivono che i conduttori di fase debbano essere differenziati da quelli di terra e neutro. Inoltre la ricerca della presenza della fase è un valido aiuto per individuare guasti o malfunzionamenti.
• Il cercafase deve essere utilizzato con delicatezza e non deve essere colpito violentemente altrimenti la resistenza e la spia possono danneggiarsi.

Cercametalli
Apparecchio elettronico che serve per individuare metalli sotto terra o inseriti nel muro e non visibili. Facendo passare il cercametalli sulla zona interessata si ottiene la segnalazione, con l’accensione di una spia, della presenza di un corpo metallico e della sua posizione.
• In casa è utile disporre di un piccolo cercametalli da utilizzare quando si intende piantare un chiodo o un tassello nella parete o quando si deve praticare un’apertura. Vi è il pericolo, infatti, di forare un tubo o tagliare un conduttore elettrico’.

Cesoie
Attrezzo manuale dotato di due forti lame e due robuste impugnature. Serve per tagliare lamiere sottili, fili metallici, materiali plastici e, nelle versioni per giardinaggio, rami, fiori ed arbusti.
Vi sono cesoie semplici e a doppia leva per esercitare maggiore forza. Esiste anche una versione “da banco” che viene utilizzata per tagliare piattine e tondini, azionando una lunga leva.

Chiave
Utensile manuale in acciaio extraduro (al cromo-vanadio) utilizzato per azionare bulloni e dadi. Vi sono numerosi tipi di chiavi che presentano particolari proprietà. Ecco le principali.
• a forchetta o fissa: è la classica chiave di uso comune. Esercita la forza su due sole facce del bullone. Una dotazione accettabile è la serie da 6 a 22 mm di apertura.
• poligonale: invece della forchetta aperta presenta un anello con profilatura poligonale interna.
Permette di esercitare una maggiore forza su tutto il perimetro del bullone. Può essere diritta o curva.
• combinata: ha un’estremità sagomata a forchetta e l’altra a forma di anello con profilatura poligonale; rispetto alle versioni precedenti, nelle quali ogni chiave è indicata per esagoni di 2 misure (6-7; 8-9; 10-11 e così via), ogni combinata ha una misura singola e, quindi, ne servono di più per formare una serie completa.
• a tubo: è, in pratica, un tubo alle cui estremità è sagomato un poligono a 6 o a 12 lati da inserire sul dado. La rotazione si esegue con un’asta inserita trasversalmente al corpo.
• a bussola snodata: per lavorare su bulloni difficili da raggiungere. La testa, snodata, ha un incavo poligonale o esagonale. Specifica per motoristica.
• a bussola intercambiabile: costituita da un solo manico e diverse bussole che possono essere sostituite nell’attacco. È azionabile anche con una leva a cricchetto. Disponibile sia esagonale sia poligonale.
• chiave a rullino: è costituita da due ganasce delle quali una è fissa e l’altra è mobile per poter variare la sua larghezza di presa. Disponibile in diverse misure, è anche chiamata chiave inglese o, in altre zone, chiave tedesca
• a croce: in pratica sono due chiavi a bussola fissa saldate in croce. Serve per allentare e stringere i bulloni delle ruote dell’auto.
• dinamometrica: è una chiave a bussola con una scala graduata che permette di determinare e regolare con precisione la forza di serraggio (coppia di torsione) durante gli assemblaggi. Di uso motoristico.

Chiodo
I chiodi si definiscono in base alla loro lunghezza in millimetri ed al materiale in cui sono realizzati. I normali chiodi da carpentiere sono in ferro acciaioso, ma esistono anche in acciaio duro per muratura, in ottone e bronzo per assemblaggi di perlinature e all’aperto; inossidabili e zincati per montaggi esposti all’acqua o alle intemperie. Tutti vengono venduti a peso.

Colla
Con questo termine vengono indicate moltissime sostanze adesive che sono in grado di realizzare unioni più o meno stabili e durature fra diversi materiali. Le colle (o “adesivi”) di uso più frequente sono:
• colla vinilica: detta anche “colla bianca” o colla al PVA è l’adesivo più utilizzato negli assemblaggi in legno. Atossica, poco costosa e facile da utilizzare. L’applicazione si effettua spalmandola su una o entrambe le parti da congiungere per mezzo di un pennello o applicandola con il beccuccio dell’apposito dispenser. I pezzi devono essere bloccati strettamente con i morsetti. La presa definitiva della colla vinilica avviene entro 24 ore.
• colla a contatto: permette un incollaggio abbastanza rapido su materiali diversi, anche flessibili. La colla va applicata su entrambe le parti da unire e lasciata asciugare fin quando non è più appiccicosa, quindi le due parti, accostate e premute con forza, aderiscono .
• colla cianoacrilica: adesivo particolare, caratterizzato da una estrema rapidità di presa (pochissimi secondi) per cui è ideale per riparare o assemblare velocemente strutture diverse. Costoso e abbastanza tossico, deve essere maneggiato con molta attenzione in quanto basta una piccola goccia per incollare fortemente le dita.
• resina epossidica: colla particolarmente potente utilizzata per effettuare giunzioni e riparazioni molto robuste, anche su metallo, insensibili a solventi, acqua ecc. Generalmente è una composizione bicomponente.
• colla a caldo: sostanze solide che devono essere introdotte in appositi applicatori dotati di resistenza, in cui vengono sciolte e applicate; raffreddando solidificano. Molto usate sono le colle da applicare con la pistola per termocolla per lavori diversi.
• mastice al silicone: anche se appartiene alla categoria dei sigillanti, ha un ottimo potere adesivo sui più svariati materiali (metallo compreso): è di-sponibile trasparente o colorato, nelle versioni a reazione acetica e neutra: quest’ultima è indicata per incollare specchi e per lattoneria. Si applica con la pistola estrudente.
• colla per PVC: adesivo specifico per tubi ed altri manufatti di questo materiale, costituito da PVC sciolto in solvente. La colla intacca la superficie e, quando il solvente evapora, si ottiene una vera e propria saldatura a freddo.

Colonna per trapano
Utilissimo supporto per trapano costituito da una base metallica pesante e robusta da cui si eleva un asse cilindrico, in verticale. All’estremità superiore dell’asse è montato un meccanismo a leva nel quale può essere inserito e bloccato il trapano. Azionando la leva il trapano si abbassa e si innalza: in questo modo è possibile eseguire forature precise e ripetute con la garanzia che il trapano, durante il lavoro, si mantiene perpendicolare al pezzo da forare. Molte colonne permettono di ruotare il trapano in orizzontale in modo da poter montare al posto della punta un altro accessorio.

Combinata
Macchina per la lavorazione del legno dotata di uno o più motori elettrici, che può eseguire fino a sei-sette lavorazioni diverse: sega; sega con carrello; toupie (fresatrice); mortasatrice; pialla a filo; pialla a spessore.
Da alcuni anni sono disponibili sul mercato macchine combinate progettate e costruite espressamente per l’hobbysta di prezzo accessibile e di dimensioni estremamente contenute. Chi è appassionato della lavorazione del legno trova nella combinata un insostituibile mezzo per effettuare costruzioni diverse. La combinata presenta il grande vantaggio di far risparmiare molto spazio a chi intende lavorare il legno in quanto, riunendo diverse macchine in una sola realizza una ottimizzazione dei sistemi di lavorazione.

Cromatura
Applicazione di un sottile strato di una lega a base di cromo, lucida e riflettente, che si può effettuare su diversi oggetti metallici per decorazione e restauro. A livello industriale è possibile cromare anche oggetti non metallici o metalli che, come l’alluminio, non accetterebbero in teoria questo trattamento.

Cuffia (riparo)
Protezione della lama per sega circolare, disposta sopra alla lama stessa e tenuta in posizione da un braccio regolabile. Il suo compito è quello di impedire l’accesso dall’alto, alla lama in rotazione, per evitare pericolosissimi contatti.
• La cuffia di protezione della lama di una circolare deve essere regolata in modo da lasciare libero uno spazio tra essa ed il banco, leggermente superiore allo spessore del pezzo da tagliare.

Cuneo
Elemento in legno o metallo a forma piramidale molto allungata. Viene inserito tra due parti da separare e battuto in modo che si conficchi lentamente, realizzando la separazione. Si possono usare più cunei posti in diversi punti della linea di separazione e battere (col mazzuolo o con la mazza) alternativamente su di essi.

Curvatubi
Attrezzo manuale che consente di eseguire curve precise su tubi di rame di diverso diametro.
Nella versione più semplice è costituito da una “matrice” fatta a settore di puleggia che viene portata a contatto del tubo mentre una morsa azionata da una leva forza il tubo stesso contro la matrice, curvandolo. Le matrici sono intercambiabili per ottenere diverse curvature.
• Il curvatubi è indispensabile per realizzare facilmente condutture idriche usando i tubi di rame.

Cuscinetto a rotolamento
Organo meccanico costituito da due anelli, uno interno all’altro, tra i quali sono inseriti elementi cilindrici, tronco-conici o sferici per realizzare una rotazione facilitata di un anello rispetto ad un altro. I cuscinetti sono presenti in numerosi assemblaggi meccanici.
L’asportazione di un cuscinetto può essere eseguita con un estrattore oppure battendo con un “battitoio” costituito da un elemento tubolare poggiato su un anello e colpito col mazzuolo.
• L’inserimento di un cuscinetto si effettua a pressione oppure riscaldando l’anello del cuscinetto (montaggio su un asse) o la sede (montaggio a corona).

Cutter
Utensile da taglio costituito da una impugnatura e da una lama affilatissima che può essere fatta rientrare nell’impugnatura stessa. La lama presenta diverse linee di frattura in modo da poterla spezzare progressivamente, man mano che l’affilatura viene meno, per avere sempre un taglio perfetto. Il cutter è utile in mille occasioni per tagliare cartone, pannelli sottili, plastica, moquette, PVC e diversi altri materiali. Per guidare il cutter conviene utilizzare una riga metallica che non rischia di venire incisa dalla lama. Bisogna fare attenzione durante il lavoro perché la lama può ferire le mani e bisogna ricordarsi di ritrarre la lama nel manico a fine lavoro.