A B C D E F G I L M
N O P Q R S T V W-Z  

Bagno di fusione
Goccia di metallo fuso che si viene a creare in corrispondenza della punta dell’elettrodo (nella saldatura ad arco) o della punta del dardo (nella saldatura ossiacetilenica). In questo bagno avviene la fusione del metallo d’apporto con i lembi del metallo da saldare.
Nella saldatura ad arco sul bagno di fusione galleggia la scoria protettiva che impedisce al metallo liquido di ossidarsi.

Baionetta
Tipo di collegamento di due componenti che consiste nell’inserimento di una parte cilindrica (dotata di particolari risalti) in una sede opportuna e nel successivo bloccaggio con la rotazione, di una frazione di giro, della parte inserita (tipico in obiettivi fotografici, lampadine di auto ecc.). Il sistema ha il vantaggio, rispetto alla usuale filettatura, di un rapido bloccaggio e di maggiore stabilità in caso di vibrazioni.

Banchetto fresa
Struttura aggiuntiva da applicare sul banco da lavoro, costituita da un piano dotato di guida parallela regolabile.
Montando la fresatrice manuale (capovolta) sul supporto e fornendola di una punta a fresa è possibile eseguire fresature su tavole e e listelli poggiando questi sul banchetto e facendoli scorrere a contatto con l’utensile in rotazione.  

Banco (da lavoro)
E’ utilissimo in ogni casa per potervi effettuare piccole riparazioni ed altre lavorazioni. Il banco ideale non è specializzato per un tipo particolare di lavoro (falegnameria o carpenteria in ferro). Deve essere robusto e stabile con uno spesso piano di lavoro. Se non si ha spazio si può ricavare un banchetto in un ripostiglio incernierando il piano ad un listello applicato alla parete con tasselli, in modo da poterlo ripiegare verso il basso quando non serve. In prossimità del banco deve trovarsi una presa di corrente ed una buona fonte di luce. In commercio si trovano ottimi banchetti da lavoro ma è anche facile costruirsene uno su misura con telaio in listellone da 70x70 mm e piano in multistrato da almeno 30 mm di spessore.
barbacani
Elementi di sicurezza antiscasso. Coppia di piastrine metalliche: una dotata di fori e l’altra di naselli che si inseriscono esattamente in tali fori. Le due piastrine vengono avvitate una al braghettone di una porta di ingresso e l’altra lungo lo stipite interno sul lato delle cerniere. Quando la porta è chiusa i naselli penetrano nei fori ed impediscono il sollevamento e quindi lo scardinamento della porta.

Barra filettata
Asta in ferro acciaioso, lunga 1 metro, interamente filettata con passo metrico. Si trova in diametri diversi (a partire dai 4 mm) presso il ferramenta e serve per effettuare assemblaggi diversi, per realizzare tiranti, ecc.

Barriera al vapore
Sottile strato impermeabile inserito in una parete od in un pannello isolante per impedire il passaggio dell’umidità dall’interno verso l’esterno, al fine di evitare fenomeni di condensa.
Barriere di questo tipo vengono ad esempio inserite nei pannelli isolanti compositi (cioè ottenuti accoppiando più materiali) per eliminare il cosiddetto “punto di rugiada”. Per meglio capire l’utilità di questo accorgimento analizziamo il comportamento di un tipo di pannello che si usa per costruire i tetti, formato da 10 mm di legno, 50 mm di polistirolo o poliuretano ed altri 10 mm di legno. L’umidità contenuta (o prodotta) nell’abitazione, col tempo, attraversa la faccia interna del pannello, raggiunge il materiale isolante ed incontra, salendo verso l’esterno, una zona più fredda: potrebbe quindi trasformarsi in condensa, impregnare l’isolante (che perderebbe buona parte della sua efficacia) e gocciolare sul soffitto.
Se però, come succede, dopo il primo strato di legno trova un foglio di alluminio (la famosa barriera), non ha nessuna possibilità di continuare il suo cammino e non incontra mai la zona fredda. All’interno, invece, c’è caldo e l’aria, com’è noto, quanto più è calda tanto più può trattenere umidità (pensiamo alle afose giornate estive ...).

Bassorilievo
Lavorazione superficiale del legno che consiste nell’incidere con particolari attrezzi un piano liscio in modo da ricavare figure geometriche o composizioni fantasia. Si esegue tracciando un disegno sul legno e incidendo lungo le linee. Se l’incisione è profonda e si vengono a formare incavi di una certa profondità, la lavorazione si definisce “altorilievo”. Questo tipo di lavorazione può essere eseguita anche su materiali vari, quali la pietra, ecc.

Battiscopa
Elemento di protezione della parte inferiore della parete, lungo il pavimento. Può essere in legno, marmo, ardesia e diversi altri materiali. L’applicazione del battiscopa si esegue in modi diversi: con mastice adesivo o colla per i battiscopa in marmo e ardesia oppure con chiodini, colla e mastice per i battiscopa in legno. Un particolare tipo di battiscopa è il “passacavi”. Esso presenta una sezione maggiore di quella usuale ed è cavo. Al suo interno possono essere fatti passare diversi cavi elettrici o telefonici. È ideale per la realizzazione di impianti elettrici durante il riadattamento di abitazioni in quanto consente di non procedere a faticosi lavori di muratura.

Bava
Sottile residuo di taglio che rimane collegato ai tubi metallici dopo un taglio col seghetto e col tagliatubi a rotella. La bava si forma anche in altre lavorazioni e deve sempre essere eliminata per mezzo di una accurata limatura o con la smerigliatrice elettrica.

Beola
Roccia metamorfica che si separa in lastre piatte. È usatissima per realizzare pavimentazioni rustiche in esterni e rivestimenti murali. La copertura con beole si realizza effettuando uno scavo profondo una ventina di centimetri su tutta la superficie da ricoprire e depositando uno spesso strato di ghiaione.
Su questo si stende una gettata di cemento che viene spianata. Sul piano risultante si poggiano le beole che vengono bloccate con malta cementizia. Le lastre possono essere posate “grezze” o sagomate con forma geometrica più o meno regolare con un apposito tagliapietre. Tra una lastra e l’altra viene lasciato uno spazio (“fuga”) da riempire con malta e rifinire con un tondino.

Betoniera
Macchina impastatrice per calcestruzzo, azionata da motore elettrico.
Presso i magazzini specializzati si trovano, a prezzo contenuto, piccole betoniere della capacità di 150 litri che consentono ad un utilizzatore privato di eseguire lavori diversi di muratura con notevole risparmio di tempi e di costi.
L’uso della betoniera è facile: posta in rotazione, con il bicchiere angolato e la bocca rivolta verso l’alto, si inserisce al suo interno l’inerte (sabbia o ghiaia), il cemento o altro legante e l’acqua. Quando l’impasto è ben fluido e omogeneo si porta una carriola sotto la bocca della betoniera e si ruota verso il basso il bicchiere, sempre in rotazione, riempiendo la vasca della carriola.
• Per lavori di maggiore consistenza si possono utilizzare i servizi di betonaggio a domicilio: ditte specializzate portano con le autobetoniere l’impasto già pronto sul posto di utilizzo e provvedono a versarlo nelle casseforme.

Biadesivo
Serve per il fissaggio di moquette e coperture continue per pavimento. Il nastro biadesivo presenta entrambe le facce ricoperte di adesivo e rivestite da una particolare pellicola.
L’applicazione del nastro biadesivo non presenta nessuna difficoltà: si toglie la pellicola da una faccia e si applica il nastro sulla parte su cui deve aderire. Quindi, prima di applicare il materiale che il nastro deve trattenere, si toglie la pellicola di protezione dalla faccia superiore e si espone la parte adesiva. Si poggia contro di esso il materiale da bloccare e si preme fortemente.
Per realizzare una copertura in PVC o in moquette si effettua una “quadrettatura” di nastro biadesivo sul pavimento in modo che la copertura venga bloccata in più punti. Il nastro biadesivo può anche servire per trattenere momentaneamente in posizione elementi leggeri durante l’esecuzione di un fissaggio definitivo. Al di là delle diverse varianti dettate dalla destinazione d’uso, in commercio si trovano due tipi di nastro biadesivo: una costituita da un supporto molto sottile ed uniforme (fissaggio moquette, foto, ecc.) ed una con supporto più spesso e spugnoso, disponibile spesso anche sotto forma di tasselli rettangolari (per fissare appendini ed altri oggetti alla parete).

Bicomponente
Molte sostanze (colle, pitture, resine) devono essere utilizzate insieme ad un ulteriore componente che, di solito, è un catalizzatore o un induritore, da mescolare con la sostanza base poco prima dell’impiego. Nelle confezioni sono sempre indicate le proporzioni in cui si deve effettuare la miscela.
È importante mescolare molto bene e utilizzare la sostanza nei tempi indicati altrimenti iniziano processi di indurimento che ne impediscono l’impiego. Molto pratiche sono le confezioni di bicomponente a doppia siringa in cui i due componenti si mescolano quando si preme lo stantuffo.
• È conveniente preparare quantità ridotte di prodotti bicomponenti in modo da poterli utilizzare completamente prima dell’inizio del processo chimico.

Bietta
Pezzetto sagomato di legno duro che funge da cuneo per bloccare e rinforzare incastri e giunzioni. “Bietta” è anche un blocco di legno su cui si applica carta vetrata da passare sopra una superficie da levigare.  

Binario portafaretti
Guida metallica da applicare al soffitto o alla parete entro cui possono scorrere faretti orientabili per illuminare varie zone di un ambiente. Alcuni binari presentano contatti elettrici striscianti e devono essere solo collegati alla rete. Altri sono semplici guide di supporto per i faretti i quali ricevono la tensione da un cavetto estensibile autonomo. Il fissaggio al muro si effettua con tasselli ad espansione.
Binobilitato
Pannello in truciolare, o altro derivato del legno, rivestito su entrambe le facce con carta impregnata di resina melaminica o con fogli di laminato melaminico (ben più spesso e robusto).
Nel linguaggio comune viene anche definito bilaminato.

Bipolare
Presa (o spina) che presenta solo due alveoli (o spinotti) per il collegamento ad una linea con tensione alternata monofase (fase e neutro) o continua (positivo e negativo). Sono bipolari le spine degli elettroutensili a doppio isolamento che non abbisognano del collegamento di terra. Le spine e le prese  predisposte anche per il collegamento al filo di terra sono identificate dalla sigla 2p (cioè 2 poli, che vuol dire bipolare) + T (+ terra).

Bitume
Chiamato anche, impropriamente, “asfalto”, si acquista in zolle dure che si possono far sciogliere ponendole in un contenitore riscaldato sulla fiamma. Il bitume, reso liquido, ha numerosi impieghi. Può servire, ad esempio, per isolare tubi che devono essere interrati. A tale scopo si pittura il tubo con bitume liquido quindi lo si fascia con un nastro di tessuto in lana di vetro preventivamente immerso nel bitume stesso.  

Blister
Confezione speciale di vari oggetti e materiali che consiste in un cartone rigido di supporto e in un contenitore trasparente modellato termicamente, che contiene l’oggetto in vendita. Il blister permette di vedere bene il prodotto e di valutarlo senza poterlo toccare direttamente.

Blocco per muratura
Elemento da costruzione costituito da un parallelepipedo di cemento con uno o due incavi (a seconda della dimensione e della forma) con cui si erigono rapidamente robusti muri. Il blocco, molto più grosso di un mattone e con facce piane e squadrate, facilita l’erezione di muri e permette di ottenere una parete robusta e spessa. Vi sono particolari blocchi in materiali isolanti sagomati in maniera particolare, che esigono assemblaggi speciali.
I blocchi possono ricevere una armatura di rinforzo con tondini posti in verticale annegati nel cemento.  
La disposizione dei blocchi, che vengono legati con malta, si esegue a “corsi” ed è simile a quella dei mattoni (un blocco viene collocato a cavallo di una commessura del corso inferiore).
Blocco di piallatura
Piano in legno con due riscontri alle estremità, applicati sulle facce opposte, che serve per poggiarvi sopra un pezzo da piallare. Il blocco viene collocato sul banco da lavoro in modo che piallando il pezzo sia spinto verso il bordo del banco trattenendo anche il pezzo durante la piallatura.

Bocchettone
Attacco cilindrico e cavo presente su numerosi elettroutensili ed altre apparecchiature per l’inserimento del tubo flessibile di collegamento con un aspiratore.
• L’aspirazione di trucioli, polvere o segatura permette di lavorare anche in ambiente casalingo senza procurare alcun disturbo.

Bocciarda
Rullo metallico montato su una lunga asta dotato di risalti a forma di tronco di piramide. Il rullo viene fatto passare su gettate di cemento destinate a fungere da pavimentazioni, in modo da lasciare numerose fossette che consentono alla pavimentazione, quando è definitivamente indurita, di offrire maggiore attrito al passaggio ed essere antisdrucciolo. Esiste anche la bocciarda a martello che viene utilizzata per piccole superfici.

Boccola
Cilindro metallico o in legno che viene inserito in un truciolare o in un multistrato per potervi applicare una vite. Vi sono boccole ad espansione o filettate esternamente a legno ed internamente a ferro. Sono molto usate negli assemblaggi di scaffalature, letti e scrivanie.

Boiacca
Miscela molto liquida di un legante con acqua (calce, cemento, cemento bianco, gesso, ecc.) che serve per riempire interstizi, otturare crepe, per riempire fughe tra piastrelle e commessure tra mattoni e piastrelle.
La boiacca viene versata su una superficie orizzontale e quindi smossa con il frattazzo o con una spazzola per farla penetrare negli interstizi.  

Bombola
L’installazione di una bombola da cucina è una operazione semplice ma che va svolta con la massima attenzione. La bombola deve essere liberata dal cappuccio di garanzia che la sigilla e quindi collegata al regolatore di pressione dotando questo di una nuova guarnizione (ad ogni cambio della bombola si deve sostituire la guarnizione). La ghiera di collegamento con la bombola ha passo sinistrorso per cui, per stringerla, bisogna ruotarla in senso antiorario. La ghiera viene poi stretta con l’apposita chiave. Si controlla lo stato del tubo flessibile verificando che le fascette stringitubo non lo abbiano inciso. La bombola del gas da cucina è un oggetto potenzialmente pericoloso soprattutto quando viene usata impropriamente e per altri scopi. Infatti una bombola piena (e che si sa essere piena) viene tenuta chiusa mentre quando è esaurita spesso avviene di lasciarla all’aperto, semichiusa. In queste condizioni una bombola può esplodere in quanto non essendovi più all’interno la pressione del gas (ma essendocene ancora un po’), una eventuale fiamma può risalire all’interno, cosa molto più difficile quando la bombola è piena.
• Molti fai da te utilizzano bombole vuote per realizzare serbatoi per compressori di fortuna, ed altro ancora.
Pertanto le bombole vengono tagliate, forate e saldate. Ciò è severamente vietato e, in ogni caso, la bombola deve essere attentamente “bonificata” riempiendola d’acqua e svuotandola più volte.

Bomboletta spray
Per pitture integrali o ritocchi su mobili, automezzi, elettrodomestici ed infissi, è molto pratico utilizzare le bombolette spray.
Disponibili in due versioni: alla “nitro” per ritocchi sulla carrozzeria e a “smalto” per gli altri lavori, sono reperibili in un gran numero di colori e sfumature. Per pitturare con la bomboletta è bene isolare con carta di giornale ciò che non deve essere pitturato e, lavorando in un locale abbastanza aereato, si spruzza la pittura eseguendo un percorso a “S” tenendo la bomboletta in verticale ad una ventina di centimetri di distanza dalla superficie da pitturare.
• Le bombolette vuote non devono essere forate o gettate nel fuoco. Se è possibile, conviene immetterle nei rifiuti speciali differenziati.

Borchia
Per rifinire mobili rustici o nella riparazione di mobilio vecchio si utilizzano spesso chiodi particolari con testa molto grossa e lavorata che, quando sono piantati, hanno l’aspetto di robuste borchie metalliche. Essi non hanno alcuna funzione strutturale ma solo decorativa.

Bordini
Aste modanate in legno di varia sezione (piatte, semitonde, angolari, sagomate) che servono per la rifinitura di rivestimenti murali a pannelli, perline o tappezzerie. Si impiegano anche nella decorazione di mobili. L’applicazione avviene per incollaggio o utilizzando sottili chiodi d’acciaio senza testa.
Sono disponibili anche i bordini termoadesivi che si presentano come striscie di laminato plastico, flessibili e dotate di colla fusibile a caldo.
Si utilizzano per rivestire i bordi dei piani in truciolare o in multistrato che restano a vista dopo la laminatura delle superfici. Il lavoro si esegue poggiando il bordino sulla parte da rivestire e facendo passare un ferro da stiro caldo su di esso in modo da far sciogliere la colla, che realizza una rapida e potente adesione. Gli spigoli vengono rifiniti con una particolare lama rifilatrice.

Braga
Collettore di scarico del WC. Inserito nel pavimento, è a forma di pipa: la parte verticale raggiunge il pavimento e presenta una guarnizione anulare in cui si inserisce a pressione lo scarico del WC. La parte orizzontale, che è montata con una leggera pendenza verso la colonna di scarico, è collegata a quest’ultima per mezzo di un giunto. Le braghe vecchie erano in piombo mentre quelle moderne sono in PVC.
Alla braga possono pervenire anche gli scarichi di lavabo, bagno e bidet. In tal caso essa è dotata di giunti multipli. La sostituzione di una braga che perde comporta l’asportazione del WC e la rottura del pavimento in modo da raggiungere la braga stessa. La braga nuova viene alloggiata opportunamente e tutto intorno viene fatto un riempimento con sabbia, prima di ricostituire la copertura del pavimento.

Braghettone
Il termine equivale a telaio della porta, ed identifica la struttura fissa che accoglie le cerniere e sostiene il peso dell’anta.
In questo settore capita spesso che lo stesso componente venga chiamato in modo diverso: la cornice in legno murata alla parete e su cui si avvita il telaio, ad esempio, viene definita mascherina, controtelaio, falso telaio, animella, opera morta, ecc.

Brasatura
Unione di due parti metalliche per mezzo della fusione, e successivo raffreddamento ed indurimento, di un terzo componente (generalmente una lega) che fonde a temperatura molto inferiore a quella necessaria per fondere i metalli da unire. Se la temperatura di fusione è sotto ai 400 gradi la brasatura si definisce “dolce”, mentre se è al di sopra dei 400 gradi si definisce “forte”. Il tipo di brasatura più diffuso è quello a stagno (denominata usualmente, ed impropriamente, “saldatura a stagno”) per mezzo della quale si uniscono parti in rame, alluminio, ed altri metalli con una lega a base di stagno e piombo (disponibile in più versioni). Le apparecchiature per brasare sono diverse a seconda delle temperature da raggiungere: per le brasature dolci servono i saldatori elettrici e le torce a gas, per quelle forti si utilizzano posti di saldatura ossiacetilenici.

Brugola (chiave)
Chiave speciale costituita da una barretta a sezione esagonale piegata ad L. Serve per avvitare e svitare le particolari viti per assemblaggi meccanici la cui testa presenta un incasso esagonale (viti Allen-Brugola). Sono molto pratiche le confezioni che comprendono gli esemplari di uso più comune (di solito 12 pezzi per quelle più complete).

Brunitura
Trattamento superficiale che si esegue sul ferro e sull’acciaio non inossidabile per renderlo di colore scuro ed uniforme, con riflessi metallici.
• Una brunitura casalinga può essere realizzata pulendo bene il ferro, riscaldandolo al calor rosso ed immergendolo in una miscela di acqua ed olio minerale. La brunitura può essere ravvivata periodicamente spalmando sul metallo particolari paste lucidanti che si trovano in armeria.

Buccia d’arancia (bucciato)
Detta anche “Arricciato” o “Bucciato”, è una finitura per pareti, in interni o esterni, effettuata con un impasto plastico, applicato con un particolare rullo spugnoso che presenta numerose cellette. Il rullo, durante la posa, crea un effetto puntinato con fittissimi coni rilevati (che ricordano la buccia d’arancia). A seconda della grossezza delle celle del rullo si ottiene un bucciato più o meno rilevato.
• Questo tipo di finitura è molto adatto ad ambienti rustici e di campagna ed è molto facile da applicare su precedenti idropitture e anche su tappezzerie, se ben ancorate.

Bulino
Utensile in acciaio a forma di barretta appuntita che serve per praticare sul metallo incisioni profonde e nette.
In tal modo è possibile fornire un precisa guida per la punta da trapano, affinché essa non scivoli, quando si deve praticare un foro. La punta del bulino viene poggiata nel punto opportuno, quindi si batte con il martello sulla testa dell’utensile, con un colpo secco. Sono in vendita confezioni di bulini di diversa dimensione.

Bullette
Chiodi corti e con testa molto grande e decorata che servono per fermare passamanerie e rivestimenti in tessuto su poltrone, divani ecc. Esistono in commercio speciali strisce di false bullette (da incollare) che simulano la presenza di tanti chiodi affiancati.

Bypass
Circuitazione idraulica costituita da un tubo, intercettato agli estremi da due rubinetti, che “aggira” un elemento dell’impianto in modo da poter deviare il flusso del liquido in caso di interruzione, asportazione o guasto dell’elemento stesso. Si deve realizzare un bypass in presenza di un addolcitore o di un purificatore d’acqua in modo da poterli riparare o intervenire su di essi senza interrompere l’alimentazione idrica.