A B C D E F G I L M
N O P Q R S T V W-Z  

Accessori (per trapano)
Al trapano possono essere collegati diversi utensili, oltre alle normali punte per forare. Si va dalla sega a tazza per grandi fori a diversi tipi di platorello che possono ricevere dischi abrasivi o cuffie di lana per lucidatura.
Altri accessori importanti sono le spazzole metalliche, le lamelle per robuste azioni abrasive, le raspe di varia forma e dimensione e le lime rotative.

Acido muriatico
Acido cloridrico diluito in acqua. È molto utile per lavare pavimenti vecchi e sporchi e per smacchiare sanitari. Aggredisce le cromature per cui non va utilizzato sulle rubinetterie. Quando si usa bisogna indossare guanti di gomma e gli occhiali perché è dannoso venire a contatto diretto con esso. Negli ambienti ove si utilizza va creata una buona aerazione.
• È importante immagazzinarlo in un posto sicuro, lontano dai bambini e con una scritta di pericolo e conservarlo in bottiglie di materiale infrangibile, possibilmente con tappo di sicurezza.

Acetone
Sostanza chimica organica molto volatile e infiammabile. Serve come solvente di pitture e colle ed è in grado di intaccare molte sostanze plastiche.
• Alcuni tipi di plastica possono essere incollati bagnando le parti con acetone e mettendole immediatamente a contatto.

Acqua
• distillata: priva di sali, si usa per le batterie di auto e moto e in alcuni elettrodomestici (es: il ferro da stiro a vapore) perché non lascia incrostazioni. In mancanza di acqua distillata si può utilizzare acqua piovana o acqua bollita, ma solo come ripiego temporaneo. Ottima invece l’acqua di condensa che producono i condizionatori.
• dura: un’acqua si definisce “dura” quando è ricca di sali di calcio. Si combina male con il sapone, deposita incrostazioni in caldaie, condutture, scaldabagni e può, in casi estremi, essere dannosa per la salute. Per eliminare o abbassare la durezza dell’acqua si usano gli addolcitori, che sono disponibili in numerose versioni da scegliere in funzione del consumo d’acqua previsto. La regolazione della durezza (che si misura in gradi francesi) è un compromesso tra le esigenze degli elettrodomestici (che funzionerebbero bene con 0 gradi) e quelle dell’alimentazione umana (che ha bisogno di sali).

Acqua ragia
Usata per diluire pitture e vernici oleosintetiche è, nelle versioni più diffuse, formulata a base di ragia minerale (a sua volta ricavata da nafta di petrolio); una variante è costituita dal diluente sintetico, che ha la stessa destinazione d’uso e nasce dalla stessa materia prima ma che, di norma, garantisce un’essiccazione più rapida. Esiste anche un’acqua ragia vegetale, ottenuta distillando la trementina (resina oleosa che si ricava dall’incisione del fusto di alcune conifere): si parla in questo caso della più pregiata essenza di trementina, sostanza che si usa sia nel campo dei prodotti vernicianti, sia in moltissimi altri settori (persino nella preparazione di farmaci).

Adattatore Edison
Virola che si avvita in un portalampada tipo E 27 (cioè con il diametro delle normali lampadine) al cui interno si avvita una lampadina mignon.
Serve per poter montare una lampadina mignon su un attacco standard.

Addolcitore
Dispositivo che trattiene i sali di calcio e di magnesio contenuti nell’acqua, riducendone la durezza. Le versioni più diffuse utilizzano speciali resine che, grazie ad un temporizzatore incorporato, vengono periodicamente rigenerate con un lavaggio di acqua salata (ed infatti bisogna rifornire il serbatoio della salamoia con l’apposito sale in pastiglie). L’addolcitore viene di solito montato all’inizio della rete che alimenta l’abitazione, escludendo però le prese d’acqua che servono per innaffiare l’orto ed il giardino; va collegato alla rete elettrica e alle condutture di scarico (per l’evacuazione dell’acqua di lavaggio). E’ buona norma montare, prima dell’addolcitore, un filtro che trattenga le impurità più grossolane. Esistono dispositivi a funzionamento elettronico che impediscono alle molecole di depositarsi all’interno delle condutture.

Aerografo
Il termine identifica tutte le pistole a spruzzo usate per la verniciatura ma, nel linguaggio comune, si riferisce a quei modelli di piccolissime dimensioni che funzionano con aria compressa a bassa pressione e che si usano nei settori della decorazione, del modellismo e della grafica. Hanno un consumo d’aria molto ridotto ma, per lavori di un certo pregio, non possono essere alimentate con un compressore qualsiasi, che potrebbe erogare aria con tracce di olio: servono i compressori tipo Oilless (senza lubrificazione).

Affilapunte (da trapano)
È formata da una guida ad inclinazione regolabile in cui si inserisce la punta da affilare: serve per rigenerare le punte per metallo, da trapano.
La guida viene montata vicino a una mola elettrica in modo che, facendo oscillare il dispositivo sulla sua base, il tagliente viene rettificato con la giusta angolazione; l’operazione va ripetuta anche per il secondo tagliente.

Aggiuntivi (per trapano)
Attrezzi speciali che, montati al trapano (o azionati da questo), eseguono una lavorazione particolare. I classici aggiuntivi sono: il tornio, le sega circolare, ecc. Alcuni aggiuntivi (come ad esempio il supporto a colonna e la guida di foratura) conservano intatta tutta la loro validità mentre, nella maggior parte dei casi, risulta oggi assai più pratico ed economico l’utilizzo di elettroutensili integrali, cioè forniti di un motore proprio.

Aggrappante
Liquido che viene applicato su materiali difficili da pitturare in modo che la pittura possa aderire bene e rimanere ancorata.

Alesatore
Utensile in acciaio che serve per allargare e regolarizzare fori su metallo. Disponibile sia per l’utilizzo manuale sia per l’impiego su macchine utensili, può essere cilindrico (lascia fori a sezione costante) o conico (per fori conici): il primo, inoltre, può avere un diametro ben preciso (ne serve allora uno per misura) od essere regolabile.

Alimentatore
Dispositivo che, grazie ad un ponte di diodi ed un trasformatore, converte la corrente alternata di rete in continua, abbassandone la tensione nella misura desiderata: lo si usa ogni qual volta si tratti di ricaricare una batteria (cellulare, trapano, auto) ed esistono versioni più o meno raffinate (per i trapani, ad esempio, la maggior complessità del circuito serve per ridurre il tempo di ricarica).

Allarme
Dispositivo di protezione di una abitazione o di un veicolo che, in caso di effrazione o di furto, scatta e mette in azione sirene, campanelli o altri elementi di richiamo. Ve ne sono di vari tipi che funzionano grazie a sensori (a raggi infrarossi, tipo radar, ecc.) od a contatti elettrici installati nei punti strategici. Per proteggere le abitazioni esistono versioni che funzionano via cavo (serve una rete elettrica apposita) o via radio (più facili da installare ma, a volte, più delicati da tarare).

Alveoli (della presa)
Sono i fori delle prese elettriche in cui si inseriscono gli spinotti delle spine per prelevare corrente. Le prese oggi disponibili hanno gli alveoli protetti, che accolgono tranquillamente una spina, ma non accettano un elemento singolo (ad esempio il tradizionale cercafase a cacciavite). Molto diffuse sono le prese “bipasso”, con alveoli sagomati in modo da ricevere sia le spine da 10 A, sia quelle da 16 A.

Ammoniaca
Sostanza chimica liquida che, diluita in acqua, trova numerose applicazioni in casa. Ottima come smacchiante e come pulente-disinfettante per la moquette. Aggredisce con successo macchie di grasso e di alcuni acidi. Qualche goccia di ammoniaca, aggiunta al mordente ad acqua, favorisce la penetrazione del liquido tra le fibre del legno e fissa la tinta.

Ampolla
È il nome che definisce la parte di vetro di una lampadina. A seconda della forma assume varie denominazioni: tortiglione, oliva, cipolla, ecc.

Angolare
Profilato con sezione ad L simmetrica, con entrambe le ali della stessa misura. E’comunemente disponibile nei più svariati materiali: quelli in legno, plastica e, a volte, di alluminio si usano come profili di finitura, mentre quello di ferro (da 15x15 mm in su) si usa per la carpenteria metallica. Molto diffuso è anche l’angolare per scaffali, caratterizzato dallo spessore ridotto e dalla presenza di numerosi fori distribuiti in modo simmetrico per facilitare il montaggio dei ripiani all’altezza voluta.

Antichizzare
Insieme di operazioni che si svolgono per far assumere ad un oggetto, un mobile o un particolare qualsiasi, un aspetto antico e consumato. Sul ferro si procede ad una battitura e ad una eventuale “brunitura” mentre qualche leggero tocco di pittura argento dà l’impressione di un lungo uso. L’antichizzazione su legno si effettua provocando piccoli segni, abrasioni e incisioni leggere sugli spigoli e sulle parti sporgenti mentre la verniciatura viene ad arte opacizzata nei punti di maggiore uso per mezzo di abrasivi molto fini.

Antiruggine
Prodotto verniciante di fondo, il cui compito consiste nel contrastare il più a lungo possibile l’ossidazione del metallo. In genere si tratta di una “pittura”, cioè di un liquido colorato che riveste le superfici e che, per dare il meglio di sé, richiede un ulteriore trattamento di finitura. Molto conosciuto come antiruggine è il minio, che nella formulazione originale era a base di piombo (oggi sostituito da componenti meno tossici). Alla tradizionale protezione del metallo con antiruggine viene sempre più spesso preferito l’utilizzo di speciali smalti multifunzione, che offrono già di per sé una adeguata barriera alla formazione di ossido.
• Il metallo deve essere ben pulito e sgrassato prima dell’applicazione che deve avvenire, preferibilmente, in due mani successive.

Antiscasso (elementi)
Sono reperibili, presso i ferramenta meglio forniti, diversi accessori che, montati sulle tapparelle, sulle finestre e sulle porte, ne contrastano efficacemente l’effrazione da parte di malintenzionati. Per le tapparelle esistono dei particolari ganci a molla che, se la tapparella viene spinta verso l’alto, si incastrano tra le stecche, bloccandola. Vi sono anche speciali chiavistelli che bloccano la tapparella alla parete. Per le finestre vi sono catenelle e maniglie svitabili. Per le porte vi sono i “barbacani” antisollevamento, catene, chiavistelli, ecc. Tutti i montaggi sono molto semplici.

Antiscivolo
Vi sono particolari materiali sintetici che offrono una elevata aderenza alle suole delle scarpe e che possono essere utilmente applicati su gradini, scivoli ed altre superfici pedonabili, per aumentarne la sicurezza. Sono denominati “antiscivolo” anche particolari sagomature con risalti praticate su vari materiali di pavimentazione.
• Sono reperibili liquidi speciali che, stesi su superfici lisce e sdrucciolevoli, creano una pellicola antiscivolo.

Antispiffero (elementi)
Per ridurre significativamente gli spifferi d’aria attraverso le fessure lasciate da porte e finestre, esiste un’ampia gamma di bordini, profilati, aste e nastri da applicare lungo le battute dei serramenti in modo che durante la chiusura vengano compresse e sigillino la fessura.
È importante tenere presente che l’applicazione di questi elementi è un palliativo in quanto durano poco essendo elevata la loro usura, mentre la sigillatura che offrono non è mai completa.

Antitarlo
I numerosi forellini visibili sulla superficie dei vecchi mobili sono dovuti alla fuoriuscita dei tarli che, crescendo e sviluppandosi, mangiano la fibra del legno. Il trattamento antitarlo serve per intossicare il legno in modo da uccidere eventuali tarli ancora all’interno di esso ed impedire un attacco in tempi successivi. Si può impregnare il legno iniettando con la siringa, o con appositi spray dotati di tubetto, un liquido intossicante, ripetendo più volte l’intervento. Nei casi più gravi conviene far trattare il mobile da laboratori che provvedono ad eseguire fumigazioni tossiche in ambienti sigillati.
• In ogni caso è necessario otturare i fori di uscita dei tarli per impedire l’ingresso ad altri parassiti ed ai tarli stessi che vi depositerebbero le uova. L’otturazione si esegue con cere o con paste colorate a base di segatura.

Apriporta
Impianto elettromeccanico per mezzo del quale è possibile aprire il portone o il cancello d’ingresso con una serratura elettrica azionata da un pulsante posto nell’abitazione o in prossimità del portone. Il circuito è a bassa tensione (ottenuta per mezzo di un trasformatore apposito).
• Il circuito è semplice da realizzare e funziona in assoluta sicurezza. Curare, in modo particolare, la stesura del cavo che spesso deve correre, inguainato, sotto terra fino al cancelletto d’ingresso.

Appretto (con zucchero)
Il comunissimo zucchero da cucina si rivela un ottimo appretto per irrigidire tessuti vari (ad esempio gli elaborati all’uncinetto al fine di dare loro la forma voluta). Si scioglie un etto di zucchero in mezzo litro d'acqua tiepida, quindi si pone a bagno il tessuto che viene poi posto ad asciugare senza strizzarlo su una sagoma adeguata. L’indurimento che si ottiene è molto robusto.

Archetto per polistirolo
Attrezzo specifico per tagliare il polistirolo, con la parte attiva costituita da un sottile filo di metallo che si comporta come una resistenza elettrica scaldandosi al passaggio della corrente. Esistono versioni hobbistiche, in tutto simili al normale archetto da traforo ma con le pile incorporate nell’impugnatura (spesso reperibili nei negozi di giocattoli), ed altre per uso stazionario, in cui l’arco può essere ampio più di 50 cm (per lavorare i pannelli in commercio, che di solito misurano 1 metro di lato). Nelle versioni professionali, la base della macchina può anche essere collegata ad una impugnatura che, a sua volta, può ricevere punte di varia forma (per scavare, per sagomare, per incidere, ecc.)

Ardesia
Ha di solito un colore grigio-nerastro (perchè contiene sostanze simili al carbone) ma esiste anche nelle varietà violetto, blu e nero.
La sua caratteristica saliente è quella di dividersi con facilità in lastre sottili di spessore pressoché uniforme, ragion per cui viene utilizzata per rivestire tetti, per fabbricare zoccolini battiscopa, ecc.
L’ardesia estratta dalle cave della Liguria prende il nome di “lavagna”(e infatti la si usa anche per le lavagne di scuola).
argilla
Composto di diversi silicati d’alluminio idrati che, mescolati con acqua, acquistano una notevole plasticità. L’argilla può essere di diverse qualità: quella per ceramica (detta anche argilla rossa) si acquista presso i negozi specializzati in materiali per belle arti e si prepara alla lavorazione immergendola in acqua.
Quando l’argilla è ammorbidita la si può lavorare con le mani realizzando figure, oggetti diversi e vasi utilizzando l’apposita tornietto. Il manufatto d’argilla viene quindi cotto al forno, non prima di averlo lasciato asciugare per qualche giorno. Le argille lavorate possono essere trattate con particolari smalti e cotte al forno per ottenere le “ceramiche”.

Argilla espansa
Disponibile in diverse pezzature (cioè con palline più o meno grandi), è molto usata come inerte in edilizia per realizzare riempimenti isolanti e relativamente leggeri. L’argilla espansa si ottiene cuocendo la materia prima ad altissime temperature, in modo che all’interno di ogni singolo elemento si creino moltissime piccole cavità. Facilmente reperibile in sacchi presso i magazzini di materiale edile, trova largo impiego anche nel settore del giardinaggio (riempimento vasi, ecc.).

Armatura
In generale ogni struttura in materiale non autoportante ha bisogno di un armatura interna per sostenersi e mantenere la propria forma. Quando si realizza una qualsiasi armatura è necessario accertarsi preventivamente che i materiali che essa dovrà sostenere siano compatibili (in particolare in relazione alle diverse dilatazioni termiche che potrebbero essere dannose alla struttura generale, come, ad esempio, telai di ferro con lastre di vetro).
Per armatura si intende anche l’insieme di elementi di rinforzo (tondini di ferro) che vengono annegati nel calcestruzzo per conferire a quest’ultimo una maggiore robustezza.

Asfalto a freddo
Miscela di bitume, ghiaietto e particolari sostanze catalizzanti che serve per realizzare asfaltature di piccole superfici (vialetti, marciapiedi, piazzole) o per effettuare rapide riparazioni su superfici asfaltate. Il composto non deve essere scaldato, basta applicarlo e stenderlo con un rastrello su un sottofondo di ghiaia ben compattata. Poi si batte con un mazzapicchio e lo si spiana. Nel giro di alcuni giorni la copertura indurisce. La superficie viene protetta, nei primi tempi, da un velo di sabbia fine.

Asola
Apertura lunga e stretta, praticata su legno, metallo o altro materiale, che serve per farvi scorrere un perno, una vite o un altro mezzo di unione. Il suo compito è quello di permettere una regolazione ed una registrazione nell’accoppiamento tra due componenti o lo spostamento di uno rispetto all’altro per varie esigenze lavorative o di assemblaggio.

Asta di profondità
Asta graduata, di solito a sezione esagonale, che si inserisce nell’impugnatura supplementare del trapano e che, regolata alla misura voluta, impedisce alla punta di penetrare nel materiale per una profondità superiore a quella prevista. Molto utile soprattutto quando si devono installare tasselli di una certa dimensione ( e quindi si usa una punta di grosso diametro e lunga in proporzione) sulle pareti divisorie (di laterizio forato e di limitato spessore).

Attaccaglia
Elemento, variamente sagomato, da applicare sul retro di quadri, specchi ed altri oggetti per poterli sospendere alla parete.
Vi sono attaccaglie ad occhiolo, a gancetto o a filo, a vista o invisibili, di varia forma, dimensione e robustezza, per ogni impiego. L’applicazione all’oggetto da appendere può essere fatta con chiodini, viti o colla.

Autobloccante
Elemento da pavimentazione in cemento, disponibile in moltissime versioni che si differenziano per forma, colore e/o spessore (quest’ultimo da scegliere in funzione del carico che la pavimentazione dovrà sopportare).
Pur offrendo una notevolissima resistenza al transito, la pavimentazione con autobloccanti ha l’indiscutibile vantaggio di poter essere rimossa e riposizionata senza grosse difficoltà: la messa in opera avviene infatti a secco, su un terreno ben livellato. Rimosso lo strato superficiale di terra, si riporta uno strato di ghiaia con funzione drenante e, su questa, si stende e si spiana un manto di sabbia, su cui si posano i diversi elementi, spesso sagomati in modo da incastrarsi fra loro. Il lavoro si completa con una vibratura a macchina (non necessaria per piccole superfici) e ricoprendo il tutto con ulteriore sabbia, da stendere con una scopa: quest’ultima, penetrando negli interstizi, rende solidali i diversi elementi.

Autofilettante
Caratteristica che viene di solito attribuita alle viti che, per far presa nel supporto, non necessitano di una filettatura preventiva. Esistono anche viti per metallo che, inserite alla giusta velocità in un foro di diametro opportuno, realizzano un vero e proprio filetto: si parla in questo caso di viti automaschianti (usate soprattutto su alluminio e metalli non ferrosi).

Autolivellanti
Il termine si riferisce comunemente a particolari sostanze a base cementizia che, miscelate con acqua e senza l’aggiunta di sabbia od altri inerti, sono in grado di “correre” su una superficie orizzontale andando a colmare gli avvallamenti: trattandosi di prodotti piuttosto costosi, però, nella pratica si preferisce agevolare la stesura dell’impasto con una cazzuola americana o con una staggia, ottenendo un risultato comunque accettabile con una spesa assai minore.
L’autolivellante asciuga molto in fretta e si presenta liscio, setoso e con una buona resistenza all’usura, ma è comunque preferibile rivestire il tutto con colla e piastrelle. La confezione (sacchi da 23 o 25 Kg) riporta chiaramente la quantità d’acqua necessaria, il tempo di presa e lo spessore massimo che si può realizzare per ogni passata (in genere 10 mm per le versioni più diffuse e più facili da utilizzare).

Autosbrinante
I frigoriferi moderni non devono più essere sbrinati per asportare il ghiaccio come quelli di vecchio tipo. Periodicamente il frigorifero procede, automaticamente, alla sbrinatura. Il liquido di sbrinatura cola sulla parete posteriore del frigorifero e fuoriesce dalla cella tramite un apposito foro. Il liquido viene raccolto in una vaschetta posta sopra il motore compressore dove, a causa del calore prodotto dal compressore stesso, evapora lentamente.
• È bene verificare che il foro di scarico sia sempre libero ed eventualmente provvedere a liberarlo altrimenti il liquido di sbrinatura si raccoglie sul fondo della cella e cola fuori.

Avvitatore
Utensile capace di mettere in rotazione, a bassa velocità ed in entrambi i sensi, diversi tipi di inserto. A livello industriale si usano avvitatori pneumatici (ad aria compressa), mentre artigiani e hobbisti usano versioni elettriche (di solito funzionanti a batteria). I modelli più efficienti consentono di regolare la velocità di rotazione (variatore elettronico) e la forza di torsione (regolatore di coppia). Tutti i trapani a batteria possono essere considerati avvitatori ma, per lavori meno gravosi, sono disponibili modelli di piccole dimensioni, con impugnatura a cacciavite diritta o, a volte, snodata.

Avvolgibili
Serramenti formati da più elementi orizzontali incernierati fra loro che, in fase di apertura, si spostano verso l’alto e si avvolgono su un rullo od un tamburo: sono avvolgibili le saracinesche per negozi e garage e le ben più diffuse tapparelle (in legno, plastica o alluminio).
Il meccanismo di apertura e chiusura varia in funzione del peso e delle dimensioni: robuste molle e riduttori ad ingranaggi per le saracinesche, cinghie di tessuto per le tapparelle.
La manutenzione ordinaria si riduce alla pulizia ed alla lubrificazione delle guide laterali in cui scorre il “telo”.
Avvolgicavo
Rullo cilindrico, variamente strutturato, su cui si avvolge cavo elettrico in modo da avere a disposizione una pratica prolunga.
Gli avvolgicavo presentano su un fianco una o più prese ed il cavo viene avvolto azionando una manovella.
Sul fianco dell’avvolgicavo sono riportati, di norma, i valori della portata massima: il più basso si riferisce al cavo completamente avvolto. Esistono anche avvolgicavo per prolunghe telefoniche e per il cavo dell’antenna TV.