Massimo Casolaro
fondatore Edibrico
Quando 34 anni fa Massimo Casolaro, giornalista con un percorso ricco di successi e di grandi maestri come Valentino Bompiani, Cino Del Duca,
Gianni Mazzocchi, allora dirigente alla Fratelli Fabbri, decise di diventare editore e di realizzare una rivista di bricolage, in Italia
l'argomento era sconosciuto ai più. Al punto tale che dovette coniare lui stesso l'equivalente in italiano dei termini usati in Europa,
bricolage o do it yourself o selber machen: suo quindi il neologismo fai da te (o far da sé che dir si voglia), espressione oggi così
spesso usata, anche, ahimé, a sproposito e in senso dispregiativo.
Da Milano si trasferì a Gavi, in campagna, dove, se da un punto
di vista strettamente editoriale era allora quasi impensabile fare una rivista, dall'altro (più laboratori, più spazi all'aperto
dove realizzare le costruzioni e fotografarle) si poteva dare il realismo e la concretezza di cui necessita il far da sé per essere spiegato
onestamente. L'impresa fu piena di difficoltà, ma fu un successo (che continua, siamo ancora qui!).
«Amo essere autosufficiente e credo talmente nella filosofia del fai da te che non posso fare a meno di diffonderla, divulgarla»,
dice Casolaro la cui vita è un esempio alternativo alla noia e alla depressione, una vita che scorre sempre come un fiume
in piena spinto dalla immutata curiosità e dalla voglia di progettare e realizzare cose nuove.
Scherzosamente definito «il dottor fai da te», Casolaro, trasferisce tra quanti lo seguono la voglia di essere individui autonomi,
pronti a affrontare e risolvere in maniera fattiva ogni situazione.
Oggi noi redattori di Edibrico portiamo avanti la sua opera e le sue idee sapendo che, seppur la sua presenza in redazione si è diradata,
il suo occhio esperto troverà subito il nostro errore e la sua critica centrerà i nostri punti deboli.